Alla scoperta del fratino ai Bagni Monasco
Il fratino ha preso casa ai Bagni Monasco. Per la prima volta questo piccolo uccellino, che purtroppo è in pericolo di estinzione nel nostro Paese, ha scelto questa spiaggia marottese per fare le sue uova. Per conoscere meglio questo bellissimo animale e per capire come salvaguardarlo, è stato organizzato un incontro pubblico.
Martedì 16 giugno alle ore 21, l’appuntamento è ai Bagni Monasco di Marotta, per scoprire biologia e curiosità su questo raro abitante della spiaggia. Esperti del settore daranno consigli non solo su come osservarlo in natura, in tutta sicurezza per lui e per le sue uova, ma anche su come proteggerlo.

Cos’è il fratino
Il fratino è un piccolo uccello costiero appartenente alla famiglia dei caradri. Il suo nome scientifico è Charadrius alexandrinus ed è facilmente riconoscibile per le dimensioni ridotte, il piumaggio color sabbia e le caratteristiche macchie scure ai lati del collo.
Grazie ai suoi colori mimetici riesce a confondersi perfettamente con l’ambiente delle spiagge, rendendosi poco visibile sia ai predatori sia alle persone.
In Italia è considerato una delle specie simbolo della tutela delle coste sabbiose.
Dove vive solitamente il fratino
Il fratino vive soprattutto lungo le coste marine, preferendo spiagge sabbiose, dune e litorali poco urbanizzati. Nidifica direttamente sulla sabbia, dove scava una piccola depressione in cui depone le uova. Oltre alle spiagge, può frequentare anche lagune, saline e zone umide costiere.
Durante il periodo riproduttivo, che va generalmente dalla primavera all’estate, cerca aree tranquille e poco disturbate, lontane dal passaggio continuo di persone e mezzi.
Perché il fratino è in pericolo in Italia?
In Italia il fratino è considerato una specie vulnerabile a causa della progressiva perdita del suo habitat naturale. L’urbanizzazione delle coste, la pulizia meccanica delle spiagge, il turismo balneare intensivo e il passaggio di veicoli sulla sabbia possono distruggere nidi e uova. Anche la presenza di cani lasciati liberi e l’aumento dei predatori rappresentano una minaccia per la specie.
Per questo motivo molte associazioni ambientaliste e aree protette promuovono progetti di conservazione, delimitando le zone di nidificazione e sensibilizzando i visitatori sull’importanza di rispettare gli spazi occupati da questo piccolo uccello.






