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Strage della Lanterna Azzurra: non ci sono colpevoli

Dalla sentenza pronunciata nella giornata di ieri sul terribile incidente avvenuto alla Lanterna Azzurra di Corinaldo si evince che non ci sono colpevoli. Sono stati “tutti assolti, perché il fatto non sussiste”,
dal reato di omicidio e lesioni gravi, mentre sono state emesse condanne lievi per falso ai componenti della commissione di vigilanza: 1 anno all’ex sindaco di Corinaldo Matteo Principi, 1 anno a Francesco Gallo, 1 anno a Stefano Martelli,1 anno a Massimo Manna 1 anno e 2 mesi a Rodolfo Milani, 4 mesi a Francesco Tarsi, mentre sono stati assolti Maurizio Magnani e Quinto Cecchini.

Nella terribile notte tra il 7 e 8 dicembre 2019 ci furono 6 morti e più di 200 feriti, la maggior parte quasi tutti minorenni, ragazzi che si erano addensati in quel capannone per la raccolta di ortaggi, trasformato in locale notturno, grazie alla complicità di chi ha chiuso gli occhi sulle minime norme di sicurezza, come detto dai PM Valentina Bavai e Paolo Gubinelli: “Quella notte alla Lanterna Azzurra non doveva esserci nessuno perché quella notte la discoteca era aperta in virtù di autorizzazioni rilasciate illecitamente”.

Le vittime sono state sei: Asia 14 anni di Marotta, Emma 14 anni di Senigallia, Benedetta 15 anni di
Fano, Mattia 15 anni di Fossombrone, Daniele 16 anni di Senigallia ed Eleonora di 39 anni di
Senigallia. Vittime che, oltre alle numerose persone ferite, non avranno mai giustizia.

Questa strage, che ha fatto da spartiacque dalle norme che poi sono state emanate per tutte le manifestazioni, purtroppo lascia sgomenti i familiari e tutta l’opinione pubblica. In tanti si chiedono come sia possibile un’assoluzione totale di tutti gli indagati che hanno permesso che in un “capannone” fatiscente, fatto passare come locale da ballo e con capienza massima di 400 persone siano stati venduti più di 1.200 biglietti ufficialmente. Anche se si dice che all’interno del locale ci fossero almeno 2.000 persone, in attesa di un evento.

Corrisponde al vero che sono state condannate sette persone, di cui sei componenti della banda, che usarono lo spray al peperoncino causando il panico all’interno del locale e di fatto causarono la strage. Ma è altrettanto vero che le responsabilità dovrebbero essere addebitate anche a chi ha permesso che all’interno ci fossero 2.000 persone anziché 400 e che le porte e le uscite di sicurezza non fossero adeguate o addirittura chiuse con delle catene. Ci si chiede se questa possa chiamarsi giustizia.

Mauro Bertoni

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