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Grandi polemiche sulla cartellonistica della nuova rotatoria di Marotta

La decisione presa dal comune sulla nuova rotatoria di Marotta, ha acceso una miccia con una intensa discussione che sta facendo riapparire alcuni dissapori “cosiddetti” campanilistici, che evidentemente covavano da tempo sotto la cenere. Stiamo parlando dei cartelloni “pubblicitari” che secondo i più sarebbero di dubbio gusto e riportanti la scritta: MAROTTAMONDOLFO. Cartelli posizionati frontalmente nelle tre direttrici stradali principali di Marotta: infatti, la cartellonistica é posta all’attenzione di chi percorre Marotta, sia dal tratto di strada S.S.16 che dalla strada  S.P. 424.

I marottesi hanno iniziato a non comprendere il perché di tale posizionamento. La scelta ha destato così tanto scalpore da incendiare i social network, soprattutto Facebook, dove sulla chat del gruppo pubblico “Se sei de Marotta”, che conta circa 13.000 iscritti, tanti i contenuti apparsi in queste ore.

Ma perché se si tratta di cartelloni pubblicitari non si è scritto Marotta e Mondolfo, in italiano ortograficamente corretto?“. “Se si vuole identificare due località per farle comparire insieme perché non cambiare nome al comune con Marotta e Mondolfo” come era stato discusso in sede elettorale dall’attuale maggioranza ?

Giova ricordare infatti che è anche stata depositata nel 2014 la proposta dell’allora consigliere regionale Vittoriano Solazzi presso la Regione Marche, da qui la discussione che il cambio di denominazione poteva avvenire anche con la sola delibera di maggioranza comunale. 

“Perché non promuovere ( perché no ?) il gesto eroico delle 11 Eroine Marottesi che sono le uniche in Italia ad aver ricevuto una medaglia di bronzo al valor militare e nominate anche da Gabriele D’Annunzio”…Picene dalle antiche origini, eran già mito nell’età primeva,ancor prima dell’evento che le vide, agli scalmi impavide dominare la tempesta … tutto avvenuto nel 18.11.1917 che salvarono le vite di numerosi marinai”.

Un vespaio di polemiche e critiche dovute alla scelta dell’attuale maggioranza comunale, questa disposizione, ha fatto anche affiorare dei ricordi curiosi delle varie insegne poste alla Stazione ferroviaria di Marotta che nel corso dei secoli (nata nel lontano 1884 mentre la linea ferroviaria passava già dall’Unità d’Italia 1861) è stata denominata: Marotta; Marotta -Mondolfo; Mondolfo; Marotta; ed attualmente Marotta -Mondolfo.

In seguito alle varie denominazioni, infatti, è stato riportato alla memoria anche un episodio, che presumibilmente è da ricollocare intorno agli anni  “1950-1960” dove la suddetta stazione riportava solo il nome di Mondolfo: alcuni turisti, non riconoscendo di essere giunti a Marotta, non scesero dal treno e proseguirono il loro viaggio fino ad Ancona.

Questo episodio avvenuto in passato, dove non esisteva ancora internet ed un accesso ad un cospicuo flusso di informazioni, fa capire che non è di poco conto l’identificazione di Marotta con il proprio nome, anche perché in Italia non esiste nulla di simile. Basta guardare a 20 km a sud dove la Stazione ferroviaria di Marzocca (AN) non è stata mai messa in discussione da Senigallia con scritte Senigallia o Marzocca-Senigallia.

Questo ha reso molto sensibili i Marottesi alle problematiche della cittadina: generazioni hanno constatato quello che si verifica sul territorio, appunto non ha eguali in tutto il territorio nazionale, tanto che sul finire dello scorso secolo parlarono tutti i media nazionali della cosiddetta “Berlino dell’Adriatico” che era una situazione così sofferta che i “Ragazzi del 59” spinti dalla popolazione, fecero una corsa storica denominata la “Staffetta della Libertà” seguita anche dalle testate giornalistiche nazionali come Il Corriere Della Sera, giungendo a piedi a Roma sotto la sede del Ministero dell’Interno,  ricevettero promesse dai politici di allora che si dissero pronti a  risolvere la situazione, cosa di fatto mai avvenuta.

Solo la testardaggine della vecchia generazione Marottese che voleva il riconoscimento del territorio e dell’appartenenza Marottese, nel 4 Marzo 2014 riuscì a risolvere parzialmente i problemi dei “tre comuni e due diocesi (Senigallia e Fano )” che dividevano Marotta e che attualmente con il “Referendum Popolare” ha parzialmente risolto la questione, perché sono rimaste le 2 diocesi e ridotto a 2 comuni che attualmente sono quello di Mondolfo e quello di San Costanzo, oltre ad avere ceduto una parte del territorio a Fano. Inoltre, se vogliamo soddisfare anche chi dice che Marotta non ha storia e é solo uno sviluppo del boom economico del dopoguerra, vorremmo far notare che quando è comparsa Marotta sui libri di storia non vi era cenno di Mondolfo, infatti l’antico nome di Marotta è dovuto a una celebre battaglia vinta dall’esercito Romano contro i Cartaginesi nel 207 A.C iniziata dalla foce del fiume Cesano e centinata fino alle foci del fiume Metauro che portò in seguito allo scampato pericolo dei rinforzi che Asdrubale Barca doveva portare al fratello e generale Cartaginese Annibale, che lo attendeva per raggiungere e distruggere Roma, infatti tale vittoria delle Legioni Romane nel nostro territorio viene ricordato con il nome latino Mala- Rupta  antico nome da cui deriva Marotta che da lì in poi fu abitata da piccoli villaggi di pescatori, che a onor del vero presumibilmente all’epoca delle scorribande dei pirati turchi che spadroneggiavano nel Mare Adriatico intorno al 600’ che presumibilmente hanno fatto si, che la maggior popolazione si sia dislocata a Mondolfo, stanchi degli eccidi e razzie turche.

Scritto da Mauro

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