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Minoranza consigliare contesta l’ultimo consiglio comunale

Un Consiglio Comunale tenuto in modo irregolare. Le opposizioni contestano la violazione dei propri diritti istituzionali in relazione all’ultimo Consiglio Comunale del 22/05/2020 convocato, inoltre, a porte chiuse. La minoranza da sempre si batte per ottenere un consiglio comunale più trasparente e partecipativo attraverso l’adozione dello streaming, sempre negata da Sindaco e Amministrazione.

Anche in periodo di emergenza Covid-19, quando tutte le Amministrazioni si sono organizzate adottando misure adeguate, il Sindaco, a cui compete la decisione in situazione di emergenza Covisd-19, e il Presidente del Consiglio Comunale hanno preferito utilizzare una sede diversa da quella prevista dalle norme consiliari senza adottare il sistema della videoconferenza a cui invece già da marzo 2020 l’Amministrazione ricorre per le sedute di Giunta e per varie riunioni pubbliche.

Altrettanto grave è il fatto che la convocazione in una sede differente da quella prevista dal Regolamento Comunale non abbia tenuto conto delle più elementari norme per la corretta istituzione dello Consiglio Comunale previste dallo stesso Regolamento del Consiglio Comunale. L’Amministrazione non ha rispettato tale Regolamento violando l’art.7 (modalità di convocazione in altra sede comunale) e l’art.14 (mancata convocazione della Commissione dei Capigruppo), ignorando, in modo autoritario, i diritti della minoranza tutta.

Per questo motivo il Presidente del Consiglio Comunale e il Sindaco hanno manifestato con il loro comportamento una mancanza di sensibilità istituzionale contraria, tra l’altro, anche al loro ruolo di garanti della democrazia e del rispetto delle regole.

Tale decisione ha comportato inoltre l’accollo alla cittadinanza di spese inutili per lo spostamento della sede e per la sanificazione della stessa e non ha consentito la partecipazione dei cittadini a discussioni importanti concernenti l’approvazione del bilancio comunale e la rinegoziazione di ben 25 mutui del Comune che oggi vedono scadenze allungate fino a 17 anni.

“è triste dover ricordare il valore ed il rispetto della Democrazia in un paese civile, ma non possiamo esimerci dall’evidenziare che tale mancanza di rispetto delle regole base per la corretta e democratica indizione del Consiglio Comunale abbia provocato l’ennesima mancanza di rispetto nei confronti dell’opposizione e dei cittadini che la stessa rappresenta. Riteniamo che questo atteggiamento dell’Amministrazione, contrario alle più elementari regole di indizione del Consiglio Comunale, provochi la mancanza di occasioni di confronto utile e costruttivo e riteniamo che queste decisioni autoritarie e unilaterali, assunte senza rispettare le più elementari regole di democrazia, generino delle occasioni perse di confronto e di arricchimento alla base del dibattito consiliare”.

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