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Settimana Mondiale della Tiroide dal 20 al 26 maggio: iniziative di prevenzione in tutta Italia

Presentati al Ministero della Salute i dati sulla iodioprofilassi in Italia: “la situazione dell’apporto alimentare di iodio nelle Marche è notevolmente migliorata rispetto al passato, riferisce Augusto Taccaliti, Clinica di Endocrinologia, Azienda Ospedaliero Universitaria Ospedali Riuniti di Ancona e Responsabile dell’Osservatorio per la Prevenzione del Gozzo della Regione Marche, con valori che testimoniano la raggiunta iodosufficienza nella nostra regione.

La Regione Marche registrava solo qualche anno fa, una percentuale di gozzo dell’8%, emerso da uno studio condotto negli anni 2010-11 su una popolazione di adolescenti, che quindi era ben oltre il limite del 5% che l’Organizzazione Mondiale della Sanità pone per dichiarare un’area iodiocarente. Tale risultato ha allarmato la comunità medica che ha proceduto ad una campagna informativa per spingere la popolazione ad utilizzare il sale iodato, semplice presidio capace di apportare la giusta quantità di iodio alla tiroide.

Un analogo studio condotto nel 2015 sempre su giovani in età scolare ha dimostrato una riduzione della frequenza del gozzo raggiungendo valori ottimali cioè inferiore all’1%. Parallelamente è stata eseguita anche la valutazione della escrezione urinaria dello iodio che ha confermato la iodiosufficienza dell’area presa in esame e i dati sull’uso del sale iodato nelle famiglie dei ragazzi è risultata del 54%. I dati ottenuti sono incoraggianti e dimostrano come il monitoraggio e la continua informazione rivolta alle Scuole Primarie e Secondarie, abbia determinato la iodiosufficienza che ha lo scopo ultimo di ridurre patologie come il gozzo, i noduli e i carcinomi tiroidei. Il monitoraggio e l’informazione continueranno come prevenzione il programma del Osservatorio Nazionale per il Monitoraggio della iodioprofilassi in Italia da parte dell’Istituto Superiore di Sanità.

Diversa la situazione delle donne in gravidanza, condizione in cui la necessità di iodio per il benessere del nascituro è maggiore: studi hanno evidenziato un apporto alimentare di iodio non ancora sufficiente, con molte donne che presentano un ingrandimento della ghiandola tiroidea (gozzo) nel corso della gestazione. C’è quindi la necessità di incrementare sia l’attenzione degli operatori sanitari coinvolti, sia la conoscenza e la consapevolezza degli effetti benefici del programma di iodoprofilassi in particolare nelle donne in età fertile”.

“Errato pensare che lo iodio si respira dal mare: lo iodio si “mangia”, ecco perché da anni consigliamo: poco sale ma iodato, spiega Antonella Olivieri, Responsabile Scientifico OSNAMI, Osservatorio Nazionale per il Monitoraggio della Iodoprofilassi in Italia – Istituto Superiore Sanità alla presentazione dei dati dell’Osservatorio presso il Ministero della Salute in occasione della Settimana Mondiale della Tiroide che si svolge in tutta Italia dal 20 al 26 maggio. Grazie a questo slogan e al lavoro dei medici del territorio, delle Società Scientifiche e delle Associazioni dei pazienti, oggi lo stato nutrizionale iodico della popolazione è molto migliorato rispetto al passato e, anche la frequenza di gozzo in età scolare è stato sconfitto. È importante ricordare che il gozzo in età scolare è un indicatore di iodosufficienza a lungo termine ovvero di una condizione stabile nel tempo. Infatti, perché il processo di crescita del gozzo non abbia inizio, un bambino deve nascere e crescere in un’area iodosufficiente”.

“La tiroide è un organo piccolo ma molto importante, coinvolto in diverse funzioni vitali: gli ormoni prodotti da questa ghiandola esercitano i loro effetti sul metabolismo e sulla funzionalità di tutti gli apparati del corpo, in particolare agiscono sulla funzione cardiovascolare, sul ritmo del sonno, il metabolismo delle ossa, intervengono inoltre nei processi di accrescimento e sviluppo del sistema nervoso”, spiega Paolo Vitti, Presidente SIE, Società Italiana di Endocrinologia, coordinatore e responsabile scientifico della Settimana Mondiale della Tiroide. “Possiamo quindi dire che prendersi cura della tiroide è come prendersi cura di noi stessi ed è molto importante farlo nel modo corretto ad esempio evitando di dare ascolto ai falsi miti sull’alimentazione e soprattutto rivolgendosi a centri accreditati per diagnosi e terapie. Per questo il tema scelto per la Settimana Mondiale della Tiroide 2019 è ‘AMO LA MIA TIROIDE…e faccio la cosa giusta’ per ricordare l’importanza dell’appropriatezza degli stili di vita ma anche diagnostica e dei più appropriati approcci terapeutici. Il principale obiettivo della Settimana è sensibilizzare la popolazione in merito ai problemi connessi alle malattie della tiroide e alla loro prevenzione: sono infatti oltre 6 milioni gli italiani con un problema a questa ghiandola così fondamentale per il buon funzionamento di tutto il nostro corpo”.

La Settimana Mondiale della Tiroide, che si svolgerà dal 20 al 26 maggio, è promossa da Associazione Italiana della Tiroide (AIT), Società Italiana di Endocrinologia (SIE), Associazione Medici Endocrinologi (AME), Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica (SIEDP), Associazione Italiana Medici Nucleari (AIMN), Società Italiana Unitaria di Endocrino Chirurgia (SIUEC), Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (SIGG) insieme al Comitato delle Associazioni dei Pazienti Endocrini (CAPE) e il supporto della European Thyroid Association (ETA) e sostenuta con un contributo incondizionato da Ibsa Farmaceutici Italia, Merck Serono, Sanofi Genzyme e Esaote.

Ufficio Stampa
HealthCom Consulting

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