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La rassegna “Con le parole giuste” dedicato alla parola Dovere


La rassegna “Con le parole giuste” prosegue con il penultimo incontro dedicato alla parola DOVERE. Ospite la professoressa Francesca Brezzi che dialogherà con il giudice Francesco Messina, coordinatore della sezione Gip-Gup prima per il tribunale di Trani e attualmente per quello di Pesaro, durante l’incontro dedicato a “Il senso della storia, l’enigma del passato, il dovere della memoria” venerdì 29 marzo 2019 alla Mediateca Montanari – Memo (ore 18.00).

Francesca Brezzi, già prof. Ordinario di Filosofia Morale all’università Roma Tre è dal maggio 2000 Delegata del Rettore per le Pari opportunità- Studi di genere. Prof. Senior. Unica italiana presente nel First Women Inspiring Europe Calendar – 2011 ideato dall ‘ EIGE – European Institute for Gender Equality. Nel giugno 2011 ha ricevuto il premio “ Donne Eccellenti di Roma” da parte del comune di Roma. Nel Dicembre 2011 ha ricevuto dall’ Istituto politico S. Pio V, con il patrocinio del parlamento europeo, della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica un riconoscimento speciale per aver contribuito ad indagare la conoscenza delle diversità culturali in una società multietnica e per aver studiato tematiche relative al rapporto femminismo-multiculturaismo. Numerosi i premi vinti dalla professoressa Brezzi tra i quali il Primo Premio Nazionale di Filosofia e il Primo Premio Nazionale di Filosofia Le figure del Pensiero per il libro Filosofico Nel labirinto del pensiero. Borges e la filosofia, entrambi nel 2016. Fa inoltre parte del Direttivo del Réseau international des femmes philosophes, promosso dall’UNESCO. Tra le sue pubblicazioni più recenti:Quando il futurismo è donna. Barbara dei colori, Mimesis Milano 2009 (ed.francesce 2010), Oltre la società degli individui .Teoria ed etica del dono , a cura di Francesca Brezzi e M.Teresa Russo, Bollati Boringhieri ,Torino 2011 e Gioco senza regole. Homo ludens tra filosofia, letteratura e teologia, Castelvecchi editore, Roma 2018.

In attesa di avere la professoressa Brezzi a Fano l’abbiamo contattata per saperne di più sul tema dell’incontro del prossimo 29 marzo.

Professoressa dietro al giorno della memoria c’è un paradosso: le celebrazioni non corrono il rischio di assuefare le persone nonché di diventare un vuoto rituale proprio mentre i disvalori che si combattono con l’istituzione di questa ricorrenza tornano prepotentemente alla ribalta in questo periodo storico?

In realtà quando, nel mio intervento parlo del dovere della memoria non mi riferisco alle giornate istituzionali ma all’azione dei singoli della società come azione personale di chiarimento del proprio esistere. Questo ricordo del passato ha un significato proprio per recuperare quello che nella storia è stato dimenticato, cioè il dovere della memoria nei confronti dei vinti, delle minoranze. Le giornate istituzionali sono positive ma hanno carattere ritualistico come tutte le feste; è stato importante istituirle ma il pericolo lo individuo nella possibilità di dimenticare la storia passata nei momenti drammatici e nei momenti in cui alcuni non hanno avuto voce. Cerco di affrontare il tema della memoria collettiva, il ruolo sociale della memoria come momento di coesione sociale, di costruzione dell’identità di un popolo, di una nazione. Proprio adesso che sono cadute tutte le forme di legittimazione, religiose ed ideologiche la memoria rende possibile la coesione sociale, la memoria collettiva. Nel mio intervento parlerò anche delle memorie ferite delle popolazioni vittime, di come è possibile curarle. Bisogna adoperarsi per questo attraverso il ricordo ma anche attraverso forme di oblio, è necessario un giusto equilibrio, l’esempio che porto sempre è la “Commissione per la verità e la riconciliazione” che si attuò in Sudafrica dopo la fine dell’apartheid, vittime e carnefici fondarono questa commissione ad opera di Mandela in cui le vittime e i carnefici si parlavano, si confessavano c’’era una sorta di catarsi e si superava il momento”. Questa Commissione ha riappacificato il Sudafrica”.

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