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Massimiliano Marotta celebra Stefano Rodotà alla Mediateca Montanari

“Persona. In ricordo di Stefano Rodotà” è il titolo del sesto appuntamento della rassegna “Con le parole giuste – le parole della giustizia nella filosofia, nella letteratura, nella società” e per la prima volta l’incontro sarà interamente dedicato a una personalità in particolare, che ha segnato la storia italiana.
Parleremo del grande giurista e uomo di Stato con Massimiliano Marotta, presidente dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli, che sarà ospite della Mediateca Montanari di Fano sabato 21 aprile alle ore 18.00. L’incontro sarà coordinato dall’Associazione Nazionale Magistrati – sezione Marche.
Massimiliano Marotta, avvocato e presidente dell’Istituto da febbraio 2017, ha conosciuto personalmente Stefano Rodotà e l’incontro è un vero e proprio omaggio alla sua figura, al suo operato e alle sue idee, perché grande è stato il suo contributo per il nostro Paese. Nato nel 1933 e scomparso nel giugno del 2017, è stato un giurista, un professore universitario, un politico, un costituzionalista; la sua vita è stata una battaglia per difendere la legalità, i diritti, la laicità sui grandi temi del Paese. Nel 1979 viene eletto deputato come indipendente nelle liste del Partito Comunista Italiano, nel 1989 è nominato Ministro della Giustizia e fino al 1992 sarà il primo presidente del Consiglio nazionale del Partito Democratico della Sinistra. Dal 1997 al 2005 Rodotà è stato il primo Garante per la protezione dei dati personali, dal 1998 al 2002 ha presieduto il gruppo di coordinamento dei Garanti per il diritto alla riservatezza dell’Unione europea. Nel 2013 è stato candidato non eletto per l’elezione del Presidente della Repubblica.
“Parlare di persona, e non di soggetto, significa fare riferimento diretto all’individuo nella concretezza del vivere, alle sue condizioni reali e non a un’astrattezza giuridica” scriveva Rodotà per celebrare la Carta dei diritti dell’Europa. E ancora: “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono il pieno sviluppo della persona umana”. Era uno strenuo difensore della nostra Carta costituzionale che, secondo il giurista, avrebbe compiuto “la rivoluzione della dignità”, una parola che ricorre nella Costituzione italiana e che era diventata un suo cavallo di battaglia, perché costantemente negata nella realtà.

Sara Bindelli
Ufficio stampa e comunicazione
Rassegna “Con le parole giuste”

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