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Si celebra la Giornata Mondiale dell’Acqua, l’elemento sinonimo di vita

Si celebra oggi la Giornata Mondiale dell’Acqua (World Water Day), una ricorrenza istituita dalle Nazioni Unite nel 1992, prevista all’interno delle direttive dell’agenda 21, risultato della conferenza di Rio.
La giornata internazionale dedicata all’acqua intende richiamare l’attenzione sull’importanza di valorizzare e proteggere le risorse idriche del pianeta.
L’edizione 2018 è dedicata al tema Nature for Water (La Natura per l’Acqua) e si concentra sulle soluzioni che la Natura stessa ci offre per conservare e ripristinare il ciclo naturale dell’acqua, impedendo che la nostra più importante risorsa vada perduta.
Possiamo ridurre inondazioni, siccità e inquinamento dell’acqua adottando soluzioni che abbiamo già in natura? La sfida che tutti dobbiamo affrontare è complessa e inevitabile, per questo dobbiamo ripartire dalla Natura e trovare in essa le soluzioni che ci offre.

La carenza d’acqua potrebbe interessare, per almeno un mese all’anno, circa 5 miliardi di persone entro il 2050, ossia circa la metà della popolazione mondiale stimata per quella data. A dirlo è l’Onu, nel rapporto sulle acque mondiali presentato il 19 marzo 2018 a Brasilia. Tra le cause della carenza d’acqua l’Onu indica cambiamento climatico, aumento della domanda e inquinamento. A metà secolo potrebbero quindi aumentare fino a due miliardi le persone che vivono in aree in cui l’acqua è scarsa.Il rapporto dell’Onu, presentato in vista della Giornata Mondiale dell’Acqua del 22 marzo, rileva che nel 2050 tra 4,8 e 5,7 miliardi di persone potrebbero fronteggiare la carenza di risorse idriche, a fronte dei 3,6 miliardi attuali. Nello stesso periodo la popolazione mondiale dovrebbe passare dai 7,7 miliardi attuali a 9,4-10,2 miliardi.

Ad oggi l’uomo consuma 4.600 chilometri cubi d’acqua l’anno, di cui 70% per l’agricoltura, 20% per l’industria e 10% per le famiglie. La domanda globale d’acqua, si legge nel rapporto, è sestuplicata negli ultimi 100 anni e continua a crescere al ritmo dell’1% l’anno. Fra 30 anni quindi il mondo potrebbe aver bisogno del 30% d’acqua in più rispetto a oggi. Un tale aumento della domanda potrebbe innescare conflitti, avvertono gli esperti. Tuttavia sono possibili azioni per ridurre lo stress su fiumi, laghi e falde acquifere. Le soluzioni spaziano dalla conservazione delle zone umide all’aumento degli spazi verdi urbani. Fondamentali sono soprattutto le pratiche agricole, come l’uso delle acque piovane e la rotazione delle colture.

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