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Disegno di legge sul riordino delle concessioni demaniali marittime

Nell’ultimo Consiglio dei Ministri è stato approvato il disegno di legge-delega sulla riforma delle concessioni balneari. Il testo contiene solo una serie di principi molto generici, che dovranno essere esaminati dal parlamento e potranno essere oggetto di negoziato nelle prossime settimane.

Il demanio marittimo è attualmente oggetto di riforma in Italia a seguito della direttiva europea 2006/123/CE, nota come “Bolkestein”, sulla liberalizzazione dei servizi, nella quale sono rientrate anche le concessioni degli stabilimenti balneari, trovandosi sulle spiagge che sono di proprietà demaniale.

La bozza prevede che nel rispetto dei principi di concorrenza le concessioni balneari saranno assegnate tramite delle “procedure di selezione” che non saranno aste bensì comparazioni basate su un punteggio che terrà conto “di qualità paesaggistica e di sostenibilità ambientale, di valorizzazione delle diverse peculiarità territoriali, di libertà di stabilimento, di garanzia dell’esercizio, dello sviluppo, della valorizzazione delle attività imprenditoriali e di riconoscimento e tutela degli investimenti, dei beni aziendali e del valore commerciale, della professionalità acquisita nell’esercizio di concessioni di beni demaniali marittimi”. Ciò significa che il governo intende tenere conto dell’esperienza degli attuali imprenditori balneari nel riassegnare le concessioni, probabilmente con un meccanismo di premialità che tutelerà il precedente titolare.

Sarà oggetto di valutazione anche il valore commerciale in favore del concessionario che dovesse perdere la propria impresa in fase di evidenza pubblica sarà riconosciuto un corrispettivo economico stabilito da perizia. La durata minima e massima e il numero minimo delle concessioni per ogni operatore sarà definito delle singole regioni.

Prima dell’istituzione delle evidenze pubbliche, il governo propone un “adeguato periodo transitorio”, trattandosi di un importante passaggio di regime per cui regioni e comuni dovranno prepararsi attraverso l’approvazione di piani spiaggia e l’istituzione dei criteri per l’assegnazione tramite evidenze pubbliche, che richiedono un certo numero di anni. Finché sarà in vigore il periodo transitorio, le concessioni rimarranno agli attuali titolari.

 

Fonte: MondoBalneare.com

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