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Lucchetti replica alla minoranza su tariffe Tari

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L’assessore Lucchetti dopo gli articoli della minoranza riguardanti le tariffe sul servizio di igiene urbana (TARI 2015), si stupisce dell’attenzione posta dalla stessa minoranza sull’argomento, vista la sua latitanza al voto in consiglio e ribadisce le logiche di equità che hanno guidato la maggioranza nella determinazione delle tariffe.
Un fiume in piena l’assessore Lucchetti che non fa sconti a chi, secondo lui, prima si nasconde alla discussione in consiglio e poi in ricerca di visibilità, tenta una rincorsa fondata sul nulla: ” Posso capire che si stanno avvicinando le elezioni comunali, ma una minoranza che protesta su delle tariffe che abbiamo approvato a Luglio e che gli stessi non hanno votato, mi sembra alquanto bizzarro. Un consigliere comunale, discute in consiglio per migliorare i provvedimenti portati dalla maggioranza, non esce dal consiglio. Addirittura nel 2014 la stessa minoranza si era lamentata per il fatto che avendo confermato il piano 2013 non avevamo discusso il piano finanziario in consiglio, si diceva che non era un atteggiamento democratico, nel 2015 portiamo il piano per la discussione in consiglio e loro cosa fanno? Escono dal consiglio, veramente non li capisco.
Comunque poco importa l’importante per i nostri cittadini è che anche per il 2015 il costo del servizio, nonostante gli aumenti, è tra i più bassi di tutta la provincia: il costo procapite è pari a 140,61 euro a persona, mentre a Fano 202 (+44%) euro a Pesaro 191 (+36%) euro e a Senigallia 184 (+31%). Questo per sottolineare che nonostante gli adeguamenti dovuti per il 50% al servizio del verde stradale e all’aquisto delle telecamere e per il 50% al maggior costo proveniente dal servizio svolto da Aset nella Marotta ex Fano, il costo è nettamente inferiore agli altri comuni con risultati nettamente superiori come percentuali: Mondolfo 79,40%, Fano 71%, Senigallia 66% e Pesaro 65,72% e per Legambiente Mondolfo è primo nelle marche tra i comuni sopra i 10.000 abitanti come miglior indice di buona gestione 66,82, Fano undicesima con indice 45,75 e Senigallia diciottesima con indice 38,33 e Pesaro non figura in classifica.
Il costo del servizio pari a 2.033.952,00 verrà coperto integralmente dalle tariffe e quindi sarà distribuito sulle utenze domestiche per il 58% e sulle utenze non domestiche per il 42%. Come sarà distribuito è una scelta, che prevede di far pagare di più a chi produce più rifiuti, nessuna manovra elettorale quindi. Le famiglie più numerose, come la mia, pagheranno un po’ di più rispetto alle famiglie formate da uno o due componenti e per le utenze non domestiche avremo un aumento per chi produce più rifiuti. Questo adeguamento è stato voluto in prima istanza per un principio di equità e poi perchè dobbiamo in ogni modo ridurre la produzione dei rifiuti che per il 2014 ha visto una produzione totale di 7.634 ton pari a 527 kg/abitante che è un buon valore visto l’enorme carico estivo, ma va comunque diminuita nell’ottica di raggiungere una migliore sostenibilità ambientale.”

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One Thought to “Lucchetti replica alla minoranza su tariffe Tari”

  1. La risposta dell’assessore è indegna e superficiale, non all’altezza del chiarimento che meriterebbero i cittadini. Non posso credere che ignori anche i più elementari principi di democrazia. Dopo aver più volte richiesto il piano finanziario (un documento complesso, reso ancora più ostico dalla presenza dei dati dell’ex Marotta di Fano) abbiamo ricevuto i documenti giovedì 16 luglio, con un consiglio convocato per il 21 luglio. Il regolamento di contabilità prevede che “Ciascun Consigliere, nel termine tassativo di cinque giorni prima della seduta fissata per l’approvazione del bilancio, può presentare emendamenti agli schemi di bilancio ed alla relazione previsionale e programmatica depositati” … Nello stesso giorno avremmo dunque dovuto leggere tutti i documenti e proporre degli emendamenti. Questo il motivo della nostra uscita sul piano finanziario così come sul bilancio: l’impossibilità di dare un contributo e una protesta contro l’ennesimo atto di arroganza di questa giunta.
    Ma veniamo ad altre considerazioni:
    1 – il nostro comune ha buone percentuali, è vero. Oggi i cittadini di Mondolfo usufruiscono delle tariffe che un sistema moderno di raccolta di rifiuti consente senza grandi impegni. Ma si potrebbe far meglio? Secondo noi sì e, anche se l’assessore non lo dice, durante il consiglio, prima di uscire, abbiamo dato alcuni suggerimenti su azioni correttive che andrebbero effettuate.
    Inoltre un segreto del “successo” del nostro sistema di raccolta è il ritardo. Mondolfo è partito con il porta a porta solo nel 2013, dopo che per gli anni precedenti (nel 2012 la nostra percentuale di differenziato era il 24,23%) avevamo pagato delle tariffe salatissime.
    2 – la fantomatica equità. Il sistema normalizzato prevede che chi più produce più paga: è vero. Con i parametri scelti dall’assessore (entro una forbice stabilita dal ministero) si potrebbe calcolare quanto esattamente producono gli utenti non domestici. Si scoprirebbe che le aziende nel nostro territorio producono circa il 27% di rifiuti. Perché allora devono pagare il 42% della tariffa? Questa si chiama equità?
    3 – dice l’assessore che le famiglie più numerose devono pagare di più. Non si capisce se lo fa apposta o non conosca il metodo per il pagamento dei rifiuti. Sono già previsti dei coefficienti (anche in questo caso con un margine di decisione da parte del Comune) che fanno in modo che le famiglie più numerose paghino di più, tanto sulla quota fissa che su quella variabile (legata alla produzione dei rifiuti). Per fare un esempio nel nostro comune una famiglia di 5 persone (coefficiente 3,20) si considera che produca 4 volte di più di una famiglia composta da un solo componente (coefficiente 0,80). Abbiamo fatto notare ai cittadini che il comune ha abbassato il coefficiente delle famiglie con 1 – 2 componenti e ha innalzato quello delle famiglie da 4 componenti in su. Per equità o per convenienza elettorale (le famiglie che hanno subito aumenti sono 1600 contro 5800 che non ne hanno subiti).
    4 – discorso simile per le attività non domestiche. Il coefficiente Kd stabilisce quanti chilogrammi di rifiuto produce un metro quadro di un’attività. Ci sono delle categorie che senza dubbio producono più di altre e il coefficiente traduce numericamente questo aspetto. Come mai però si è deciso di aumentare a dismisura il coefficiente per alcune attività (esempio ristoranti da 42,05 a 60,24, ortofrutta da 38,90 a 68,93) e per altre si è deciso di abbassarli (esempio banche da 8,89 a 6,28 o farmacie da 13,21 a 11,03)?
    Forse c’è uno studio condotto dal Comune che non conosciamo?
    Ho cercato di chiarire meglio il contenuto del nostro articolo, che non è semplice e superficiale come le risposte date dall’assessore, il quale conta sempre sulla pigrizia e l’assuefazione alla politica di chi legge.
    Sono a disposizione per ulteriori chiarimenti e nel caso anche a rendere note le osservazioni prodotte durante il consiglio comunale del 21 luglio.
    Saluti, massimo.

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