Cronaca e Attualità 

Saldi anticipati al 3 gennaio

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‘La decisione di anticipare i saldi al 3 gennaio, presa da tutte le Regioni comprese le Marche, va incontro all’esigenza che ha il settore della distribuzione di recuperare ed incrementare le vendite e creare liquidità’ Roberto Borgiani direttore Confesercenti di Pesaro e Urbino commenta così l’avvio dei saldi invernali che cadrà quest’anno nel pieno delle festività natalizie. Una decisione che, secondo Borgiani, è indice delle difficoltà del settore, in sofferenza per una crisi dei consumi che si è consolidata in questi anni e che continua a far registrare un saldo negativo tra aperture e chiusure: ‘La stima dei flussi di aperture e chiusure di imprese nel 2014 realizzata dall’Osservatorio Confesercenti per il commercio al dettaglio in sede fissa –continua Borgiani- riporta per la provincia di Pesaro e Urbino un totale di 125 nuove iscrizioni tra attività alimentari e non alimentari a fronte di 259 cessazioni, con un saldo negativo di 134 unità, tra le quali 20 dell’alimentare e ben 114 del non alimentare. Trend che si riflette anche nelle altre province marchigiane, determinando a livello regionale un saldo negativo complessivo tra iscrizioni e cessazioni pari a 646 unità’. ‘Anche a fronte di questa situazione, però, vogliamo essere ottimisti e propositivi, segnalando gli sforzi che la rete commerciale tradizionale sta compiendo su tutto il territorio per essere concorrenziale. Mi riferisco alle molteplici iniziative di carattere promozionale, di accoglienza e di attrazione che si susseguono nelle nostre città, da Pesaro a Fano, da Urbino a Fossombrone, ma anche in tanti altri centri dell’entroterra. E’ evidente la volontà degli operatori di reagire alla crisi, intercettando il consumatore e le sue esigenze, ora in vista degli acquisti natalizi e in seguito in occasione dei saldi’. “La forte contrazione dei consumi va a vantaggio della grande distribuzione -aggiunge Pier Stefano Fiorelli presidente Confesercenti Fano- e da un confronto con alcuni operatori risulta che per il momento siamo molto al di sotto delle aspettative di vendita. Speriamo che gli 80 euro in busta paga possano servire a qualcosa anche se la mazzata delle tasse, in scadenza negli ultimi giorni, si è fatta certamente sentire. Prevediamo, però, che da qui a Natale ci sia una corsa maggiore all’acquisto, come è sempre avvenuto in questi anni e che, quindi, si possa un po’ recuperare sul fronte delle vendite. Da segnalare come gli operatori, compresi quelli del centro, abbiamo avuto un occhio di riguardo in più sui prezzi, pur con l’impegno di mantenere buoni standard di qualità”. “La crisi si sente anche nel settore alberghiero –aggiunge Fiorelli- dove si registrano ancora poche prenotazioni e per lo più legate a soggiorni di lavoro. Va segnalato, però, il buon successo delle manifestazioni pre-natalizie che si sono svolte in provincia e che hanno portato un discreto numero di presenze”. Confesercenti evidenzia, inoltre, come, per il periodo immediatamente successivo al Natale, nelle località dell’entroterra, si stia registrando un buon numero di prenotazioni “Da sottolineare, infine, in linea con quanto accade nel commercio, anche l’impegno e la buona volontà degli operatori della ristorazione –conclude Fiorelli- che sono venuti incontro alle esigenze della clientela abbassando i prezzi, sia per il pranzo di Natale, sia per il Cenone di Capodanno’. da Confesercenti

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