Eventi e Cultura 

La staffetta delle cose buone

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Nella prima giornata del volontariato sociale svoltasi sabato scorso hanno preso parte il Sindaco Pietro Cavallo, l’assessore ai Servizi Sociali Flavio Martini, il dirigente dei Servizi Sociali Sergio Anniballi, don Vinicio Albanesi (Comunità di Capodarco) e la testimonianza di Auser, Avis, Avulss, Caritas, Croce Rossa e SuasaVita.

E’ stato il primo appuntamento di una serie di eventi ed iniziative per mettere in rete cinque associazioni tra le più vicine ai bisogni delle persone e per presentare la ‘Staffetta della solidarietà’, il protocollo di intesa tra Amministrazione comunale e associazionismo particolarmente impegnato sul versante socio – assistenziale.

“Ancora c’è del bene nella nostra comunità – ha detto il sindaco Pietro Cavallo – e questo non è scontato, specialmente in tempi in cui la fatica delle famiglie si fa sempre più pesante, i legami sociali sono deboli; mai avremmo pensato che nella nostra realtà anche un pacco viveri o una mensa di solidarietà potessero essere indispensabili per la vita di tante persone”. Nasce proprio da questa incertezza e fragilità diffusa l’idea della ‘Staffetta’, per la quale si è speso con energia e passione l’assessore ai Servizi Sociali, Flavio Martini: “Siamo contenti del nostro volontariato, attivo, generoso ed è per questo che abbiamo pensato di stilare un protocollo per facilitare il raccordo tra le associazioni e l’amministrazione: è un patrimonio di persone e risorse troppo importante, da valorizzare sempre di più”. Nel protocollo si indicano chiaramente obiettivi, risultati attesi, funzionamento, strumenti, attività da mettere in rete: raccolta generi alimentari non deperibili, raccolta indumenti, raccolta fondi, organizzazione della ‘Giornata del volontariato socio assistenziale’, attività di promozione, raccordo con i vari enti, ecc.
La voce dei protagonisti della ‘Staffetta’ fa scoprire mondi ed attenzioni quotidiane e vicine: l’Auser che assicura la telefonata di cortesia giornaliera agli anziani soli, il trasporto per le visite mediche o per andare al cimitero. Il Centro di ascolto Caritas, sempre più strutturato per accogliere disagi e fatiche, l’attività di prevenzione e prossimità della Croce Rossa locale, la vicinanza agli ammalati e agli anziani dell’Avulss e la sensibilizzazione nelle scuole, la presenza discreta e preziosa dell’associazione mutualistica bancaria ‘SuasaVita’. “Un mosaico di esperienze che ci sono e che possono crescere ancora, anche perché il mondo è più complicato e c’è bisogno di organizzarsi meglio”.  Sergio Anniballi, responsabile dei Servizi Sociali nel Comune di Mondolfo, ha ripercorso la storia del ‘sociale’ che, dai lontani anni ’70 ha fatto tanta strada, grazie ad un’attenzione costante da parte dell’Ente locale e di tanti cittadini generosi e che ora può proseguire con più forza, anche per promuovere una vera e propria ‘cultura del volontariato’.
Don Vinicio Albanesi, tra i più attivi nel mondo del Terzo settore, ha lanciato più di una provocazione alla folta assemblea, presentando una fotografia per niente consolante: “Prima c’erano le categorie di poveri, ora, a rischio ci siamo un po’ tutti. Bastano, ad esempio, un licenziamento, un divorzio, una grave malattia, un evento imprevisto ed in poco tempo ci si ritrova ai margini. E il welfare di oggi, volontariato compreso, spesso non è pronto a questa nuova realtà, siamo ancora fermi all’idea di Stato sociale degli anni Ottanta. Per riformarlo occorre fare al più presto delle scelte e il volontariato organizzato, anche in questo, può fare da pungolo e dare un grossa mano’.

da Laura Mandolini

 

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