Cronaca e Attualità 

La storia è stata scritta

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MAROTTA- “Il si a 67%, il no a 33%. Abbiamo stravinto”. Con queste parole pronunciate da Raffaele Tinti, del comitato Pro Marotta Unita, nei seggi chiavi nel referendum, 55, 63 e 64, situati nella scuola elementare in via Damiano chiesa, si dà inizio al coro da stadio che invoca “Marotta, Marotta”. Finalmente unita. Partono le grida di gioia, gli abbracci, i brindisi.

Ci sono i ragazzi che ci hanno sperato, creduto, hanno fatto propaganda con ogni mezzo. Ci sono i membri del Comitato, in primis Gabriele Vitali, presidente del gruppo, che hanno messo in campo ogni asso nella manica possibile per riuscire a fare il tanto agognato colpaccio. E che oggi hanno il volto segnato dalla tensione di queste ultime ore e dalla gioia per un risultato tanto atteso, un sogno che dura da 75 anni. Ci sono i vecchi di Marotta, emozionati e quasi senza parole. Fra loro anche chi ha partecipato alla “Marcia su Roma”, come Vittorio Giambartolomei, che non poteva perdersi questo momento e che non può nascondere l’emozione. Ci sono assessori recenti e passati, ci sono anche Vittoriano Solazzi, ex sindaco di Mondolfo e Pietro Cavallo, sindaco attuale. C’è molta gente, intervenuta per godere in prima persona di questa giornata epocale, per poter dire “io c’ero”. Tutti, taccuino o cellulare in mano, segnano numeri, percentuali, tengono informati quelli che non ci sono. Facebook impazza. Marotta è tutta sveglia per sapere come è andata. Anche chi è marottese, ma vive lontano. Anche chi non lo è, ma sente questa tensione per una cittadina che porta nel cuore. “Abbiamo stravinto”, decreta trionfante Tinti. Subito, la decisione di festeggiare in piazza Kennedy, terra simbolo di confine.

Il gruppo si sposta, con un corteo di auto e clacson in festa. Marotta, come i mondiali. Per far sentire anche a quelli che non sono scesi al seggio, che la vittoria c’è stata. Per gridare a quelli che hanno votato no, che lo spirito patriottistico di questa città s’è destato. Che la battaglia è stata vinta. La gioia si espande anche in rete: “una storia da lasciare ai nostri figli! Sono emozionata e fiera di essere di Marotta!!!”, “un delirio”, “una notte mondiale”, “è stato abbattuto il muro della Berlino adriatica”, ma anche “Cuminciat domatina a sposta la chiesa o prima spostan la fermacia”, in riferimento ad alcune delle argomentazioni sostenute dal Comitato del No.

Il corteo arriva in piazza, tra bandiere svolazzanti e urla. Poi ci si sposta sul lungomare, verso Fano, in quel territorio che stanotte non è più terra di confine. A rimarcarlo con forza, il primo cartello che divideva il territorio, su cui qualche bontempone ha deciso di cancellare il testo “di Fano”, lasciando evidente solo la scritta “Marotta, comune”.
A un passo c’è la nota Scalinata, spesso oggetto di critiche. Ma stasera diventa invece simbolo di questa vittoria per niente scontata: tutti in posa su quei gradini di fianco al mare per testimoniare che Marotta c’è. Ed è una e sola, “ha unito i pezzi”, senza più confini, senza più specifiche ulteriori. E’ Marotta e basta. La storia è stata scritta il 9 marzo 2014. I marottesi si sono espressi. Ora la palla passa alla Regione.

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2 Thoughts to “La storia è stata scritta”

  1. Piera

    Finalmente !!! Complimenti a chi si è battuto per ottenere questo importantissimo risultato ! Come cittadina “adottiva” di Marotta ( la frequento d’estate da 65 anni ) sono orgogliosa di ciò che è stato fatto per la sua unificazione !

  2. Alberto

    Sono davvero felice: finalmente Marotta diventa.un paese come gli altri. Il voto di ieri é un bellissimo voto che guarda al futuro, é il voto dei giovani (anche di spirito), é il voto di chi spera che le cose possano essere migliori, é il voto di chi propone e non mira conserva i suoi interessi personali. Grande lavoro del Comitato: bravissimi!

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